Archivio mensile 29 Luglio 2019

Palm Phone. Ritorno alle origini?

Il nuovo device marcato Palm ha molto da dire su di se. Questo telefonino è piccolo, molto piccolo. Il suo schermo misura solamente 3.3 pollici, proprio le dimensioni che ora il mercato richiede, visto che si vedono telefoni che raggiungono addirittura i 7 pollici. Anche se forse può sembrare troppo piccolo da maneggiare, non è affatto così. Le sue dimensioni, per quanto ridotte, sono sufficienti a svolgere le funzioni che un telefono base richiede. Ma esaminiamo più nel dettaglio le specifiche tecniche e le caratteristiche di questo nuovo telefono.

Specifiche tecniche

GENERALI

Sistema OperativoAndroid 8.1 Oreo
Disponibilità2018 / 4
Dimensioni96.6 x 50.6 x 7.4 mm
Peso62.5 grammi
Resistenza all’acqua

RETE

Sim CardNano – eSim
Dual SimNo
Gsm Quad Band (850/900/1800/1900)
HSPA +
LTE
Max Download Speed300 Mbps
Max Upload Speed150 Mbps

DATI TECNICI

Processore4x 1.4 GHz Cortex-A53 + 4x 1.1 GHz Cortex-A53
ChipsetSnapdragon 435 Qualcomm SDM435
64 Bit
GPUAdreno 505
RAM3 GB
Memoria Max32 GB
Memoria EspandibileNo

DISPLAY

Pollici3.3
Risoluzione720 x 1280 pixel
Densità Pixel445 ppi
TipoPIS LCD
Colori16 milioni
ProtezioneGorilla Glass 3

FOTOCAMERA

Megapixel12 Mp
Risoluzione4000 x 3000 pixel
StabilizzazioneDigital
Autofocus
Touch Focus
FlashLED
HDR
Geo Tagging
Face Detection
Fotocamera Frontale8 Mp

VIDEO

Video Rec.HD 720p
Video Auto Focus
Video Fps30 fps
Videocamera Frontale720p HD, 30 fps
Opzioni Videocamera FrontaleFace Detection

CONNETIVITA’

Wi-Fi802.11b/g/n
Bluetooth 4.2 con A2DP/LE
USB Type-C 2.0
NFCNo
GPS A-GPS/GLONASS

SENSORI

Accelerometro
Prossimità
Giroscopio
Bussola
Mic. di Riduzione Rumore

FUNZIONI

Radio FMNo
Vibrazione
Vivavoce
AltroWi-Fi Direct, Wi-Fi Hotspot

BATTERIA

TipoLitio
Autonomia in conversazione200 minuti
Autonomia in Standby72 ore
Ampere800 mAh

Prezzo e data di uscita

Dopo questa lunga carrellata di specifiche tecniche è arrivato il momento di parlare del prezzo e della sua data di uscita. Il prezzo purtroppo è uno svantaggio per questo device poiché è di 349 € ed è uscito proprio la scorsa settimana, ovvero il 22/07/19 in Italia. In base alle specifiche tecniche il prezzo è troppo alto, ma essendo appena uscito un po’ ce lo dovevamo aspettare. Piuttosto speriamo che nei prossimi mesi il prezzo scenda. In ogni caso io oggi vi ho mostrato questo nuovo telefono che è decisamente all’avanguardia in confronto ai telefoni odierni giganti. La scelta se comprarlo o meno dipende solo da voi. Spero di esservi stata utile in questo articolo dedicato completamente al Palm Phone.

FONTE –> https://www.hdblog.it/prezzi/Palm-Phone_i4076/

Come possiamo risparmiare energia?

Tutti noi dipendiamo dall’energia per vivere. Usiamo energia per rifornire i nostri mezzi di trasporto personale, usiamo energia per le luci, il gas, etc… in poche parole noi viviamo grazie all’energia. Ma nonostante questo grande bisogno di energia, alcuni non sanno come poter ricavare abbastanza energia per vivere. Un metodo molto utile è quello di risparmiare, in modo che possiamo sfruttare meglio le nostre risorse energetiche. Ma ora esaminiamo insieme alcuni campi in cui possiamo risparmiare e come possiamo farlo.

Casa

  • Usare il riscaldamento e l’aria condizionata senza sprechi

Secondo uno studio condotto in Gran Bretagna, impostare il termostato in inverno a soli due gradi in meno è il modo migliore per risparmiare energia nell’arco dell’anno. Dopotutto vestirsi con qualche maglione in più può farci risparmiare un sacco sulla bolletta, sia in termini monetari che energetici. Non conviene?

La stessa cosa avviene quando fa caldo. Impostare con accortezza il termostato mentre si fa partire l’aria condizionata (o il deumidificatore, che è anche meglio) fa risparmiare davvero tantissimi soldi e energia.

  • Tenere chiuse porte e finestre mentre si riscalda/raffredda la casa

Possiamo evitare di sprecare energia limitando le dispersioni, sia di calore sia di aria fresca. Tenere aperte porte o finestre mentre si cerca di riscaldare o raffreddare casa aumenta tantissimo il tempo e l’energia impiegata per cambiare la temperatura dell’ambiente. Oltre a tenere semplicemente chiuse finestre e porte, possiamo ridurre ulteriormente il consumo di energia domestica migliorando l’isolamento termico e installando finestre a risparmio energetico.

  • Usare lampadine a risparmio energetico

Usare lampadine a basso consumo (per esempio quelle a Led) aiuta a risparmiare energia e a diminuire il consumo totale dell’illuminazione. Nonostante questo tipo di lampadine ha un costo iniziale più alto di quelle normali, il consumo di energia è decisamente più basso del consumo energetico con lampadine normali. In poche parole si avrà un risparmio energetico di circa l’80%.

Mezzi di trasporto

  • Usare i mezzi pubblici

Usare i mezzi pubblici permette di spendere meno soldi in confronto alle spese totali per un mezzo personale. Inoltre si inquina di meno l’atmosfera sfruttando un autobus o un treno. In poche parole, spendere un po’ di più inizialmente per un abbonamento ripaga in tutto e per tutto, anche se forse è un po’ scomodo.

  • Pianificare in anticipo gli spostamenti

Può sembrare strano, ma pianificare in anticipo i viaggi che si vogliono fare, quindi la quantità di soldi che si vogliono spendere per il carburante, aiuta a non sfruttare il nostro mezzo inutilmente. Lasciare la nostra auto o il nostro motorino parcheggiato e farci un giretto a piedi o in bici farà bene a noi, al nostro portafoglio e all’ambiente.

Attività quotidiane

  • Non sprecare acqua calda

Secondo uno studio condotto in Australia, “l’energia impiegata per il riscaldamento dell’acqua a livello domestico corrisponde in media all’1,3 per cento dell’energia totale usata nelle città australiane, e rappresenta il 27 per cento dell’energia totale consumata in casa”. Dato che per produrre acqua calda serve energia, meno acqua calda si usa e meno energia si consuma. Usare acqua calda non solo consuma la normale quantità di acqua usata per lavarsi, ma consuma anche energia, che serve per lo scaldabagno a riscaldare l’acqua.

  • Spegnere

Dovremmo spegnere luci, elettrodomestici e altri apparecchi elettronici come TV e computer. Anche quando sono spenti, molti apparecchi consumano corrente nonostante siano in modalità standby. Per aumentare il risparmio, alcuni esperti consigliano di scollegarli dalla fonte di energia o di utilizzare una presa multipla per disattivare anche la modalità standby.

Il risparmio energetico

In questo articolo abbiamo esaminato come risparmiare energia in vari ambiti della nostra vita. In fin dei conti risparmiare conviene a tutti sotto il punto di vista monetario, energetico e ambientale. Risparmiando energia salviamo l’ambiente, la cosa più importante che abbiamo, non scordiamolo mai.

FONTE –> https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/102017166?q=risparmio&p=par

Il lato ‘oscuro’ di Internet: cosa non conosciamo?

Il World Wide Web è una piattaforma utilizzata da tutti noi. Internet può essere usato per fare ricerche o per altre funzioni più o meno utili. Ma anche Internet ha il suo lato sconosciuto e pericoloso, il Deep Web e il Dark Web. Paragoniamo Internet ad un iceberg, la parte più superficiale è quella parte del Web a cui tutti abbiamo accesso facendo delle normali ricerche, ed è il 4-5% del Web totale. Il Deep Web invece è il restante 95% ed è quella parte di Internet dove la maggior parte delle cose sono illegali o comunque non accessibili a tutti. Il Dark Web invece è una branca del Deep Web e consiste in quel lato di Internet dove avvengono solo cose illegali. Entriamo più nel dettaglio ed esaminiamo insieme in cosa consiste la parte ‘oscura’ di Internet.

Deep Web

Si calcola che oltre il 95% di Internet sia composto dal Deep web, vale a dire da dati non indicizzati dai motori di ricerca e/o protetti da password, dunque non raggiungibili liberamente. Il Deep Web può essere raggiunto dai normali browser, ovviamente sapendo l’Url o i dati precisi di un sito. Di questa categoria fanno quindi parte nuovi siti non ancora indicizzati, pagine web a contenuto dinamico, web software e siti privati aziendali. All’interno del Deep Web c’è un’ulteriore sottoinsieme, ovvero il Dark Web, che è il più pericoloso. Conosciamolo meglio.

Dark Web

Il Dark web rappresenta quella porzione del Deep web che invece ospita contenuti illegali. All’interno del Dark Web si trova di tutto e di più e lo dimostra una recente ricerca del Senseable City Lab, un dipartimento del MIT, che ha recentemente tentato di mappare il Dark web. Anzitutto nel Dark web è possibile comprare e vendere ogni genere di materiale illegale: software contraffatti, armi, farmaci, droghe, documenti di identità, numeri di carte di credito, materiale pedopornografico etc. Inoltre, attraverso questi canali passano spesso le comunicazioni di criminali e terroristi. Ovviamente questa parte del Web è costantemente tenuta d’occhio da enti governativi (FBI, CIA, etc … ) e dalla polizia, quindi non è il luogo adatto a delle ‘gite’ informatiche. Il Dark Web è molto pericoloso ed è meglio starne alla larga. Ma come si può accedere a questa landa oscura del Web? Scopriamolo insieme.

L’accesso al Dark Web

Anche se è difficile ed altamente sconsigliabile accedervi, non è impossibile entrare nel Dark Web, ma per farlo c’è bisogno di installare degli opportuni software, tra quelli più comuni ci sono: Tor, I2P e Freenet. Anche se questi software sono scaricabili e il Dark Web può essere quindi visitato, è comunque meglio evitare ed è meglio non incappare in problemi con le autorità e mettere a rischio la propria sicurezza informatica.

Tirando le somme

Insomma cari miei lettori, oggi abbiamo esaminato in questo breve articolo che Internet non è proprio come sembra, ma non è per forza da evitare. Nonostante Internet sia uno strumento pericoloso, è decisamente utile. Con Internet è possibile inviare e-mail, guardare un video, usare Skype oppure fare una ricerca per scuola. In poche parole Internet è indispensabile, ma dovremmo usare giudizio nell’uso che ne facciamo.

FONTE –> https://it.wikipedia.org/wiki/Web_sommerso ; https://casa.tiscali.it/magazine/articoli/internet-e-pericoli-dark-web/4f09ed72-e4ba-11e7-bad2-005056a86fbe

Gli effetti collaterali del Multitasking sul cervello (parte 2)

A quanto pare un solo articolo su tutti gli effetti negativi del Multitasking non bastava (se volete leggere la prima parte cliccate qui). In fin dei conti, che il Multitasking portasse degli effetti negativi era risaputo, ma pochi sanno quanti effetti negativi porta su di noi. Esaminiamo questi ultimi effetti collaterali e approfondiamoli insieme.

La dopamina, questa sconosciuta

La dopamina, un neurotrasmettitore rilasciato dal cervello, è indispensabile per il corretto funzionamento dell’attività comportamentale ed emozionale. Come è stato scoperto da diversi esperti di neuroscienza tra cui Earl Miller, docente del Massachusetts Institute of Technology (MIT), è meglio concentrarsi su un’attività alla volta senza usare il Multitasking. Infatti utilizzare questa skill porta gli effetti indesiderati della dopamina. Il multitasking infatti produce alti livelli di stress e adrenalina, e per abbassare questi valori ci concediamo distrazioni frequenti che portano alla produzione di dopamina. Il nostro cervello è drogato di dopamina e per questo ne vuole sempre di più. Ciò rende impossibile concentrarsi su un compito complesso.

Un problema per la scuola

Per chi non ci credesse ci sono prove scientifiche che l’apprendimento scolastico è ostacolato da questo tipo di attività. Infatti Russ Poldrack, neuroscienziato a Stanford, spiega che il processo di apprendimento mentre si fa multitasking spinge le nuove informazioni verso la parte sbagliata del cervello. Riflettiamo su un esempio quotidiano di quasi ogni studente. Se gli studenti studiano e guardano la TV allo stesso tempo le informazioni acquisite dai loro compiti si indirizzano al corpo striato, una regione specializzata nella memorizzazione di nuove procedure e competenze, non di fatti e idee. Senza la distrazione della TV, invece, le informazioni raggiungono l’ippocampo, dove vengono organizzate e classificate in una varietà di modi, rendendo più facile recuperarle. In poche parole c’è una deviazione delle informazioni nel cervello, e questo porta ad essere disorientati e poco produttivi.

Il metabolismo ne risente

Il Multitasking porta a focalizzarsi su più compiti contemporaneamente, cosa che porta la corteccia prefrontale e il corpo striato a bruciare il glucosio ossigenato, lo stesso combustibile di cui hanno bisogno per restare concentrati sui compiti. Il tipo di spostamento rapido e continuo che operiamo con il multitasking fa sì che il cervello bruci il combustibile così rapidamente che dopo ci sentiamo esausti e disorientati, anche se ne abbiamo fatto uso per poco tempo. Abbiamo letteralmente impoverito i nutrienti nel nostro cervello. Questo porta a compromessi in termini di prestazioni cognitive e fisiche.

Conclusioni

Ora possiamo dire di aver concluso per davvero questo argomento. Abbiamo scoperto che il Multitasking implementa le nostra attività in un tempo minore ma le sue controindicazioni sono troppe per essere considerata una buona skill. Vi ringrazio per aver letto il mio articolo fino alla fine e spero che vi sia stato utile per prendere decisioni future. Ora concluderei con una bellissima citazione.

“Il nostro giocattolo più grande è il cervello”

SIR CHARLIE CHAPLIN

FONTE –> https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/15_gennaio_20/multitasking-rovina-cervello-intelligenza-8aa73808-a0c5-11e4-b571-55218c79aee3.shtml

Gli effetti collaterali del Multitasking sul cervello (parte 1)

Fare più cose contemporaneamente non è così super come sembra. In realtà utilizzare troppo spesso il Multitasking fa solo male al nostro cervello, ma vediamo nel dettaglio questi effetti collaterali.

il QI ne risente

A quanto pare si è riscontrato che utilizzare troppo spesso il Multitasking renda più “stupidi”. Uno studio dell’ University of London ha dimostrato che durante il Multitasking ciò che ne risente è proprio l’intelligenza. Questo esperimento consisteva nel far svolgere a degli adulti più compiti cognitivi allo stesso tempo. Il calo di QI nei soggetti studiati era pari a quello che potrebbe sopraggiungere in caso di consumo di marijuana o dopo una notte passata ad occhi aperti. In poche parole il QI di una persona adulta scendeva allo stesso livello di quello di un bambino di 8 anni. Decisamente non una buona conseguenza.

La tua intelligenza emotiva si abbassa

Triste a dirsi, il Multitasking porta anche questo effetto negativo con se. Il Multitasking causa difficoltà nel mantenere la concentrazione, l’organizzazione e l’attenzione ai dettagli. Durante contesti sociali (come riunioni di lavoro) è sconsigliato fare uso di questa pratica perché indica poca consapevolezza di sé e sociale, due particolarità dell’intelligenza emotiva (EQ) che sono fondamentali nella carriera lavorativa. Uno studio svolto da TalentSmart ha individuato che il 90% dei Top Performer hanno alti livelli di EQ, perciò, se il Multitasking danneggia questo tipo di intelligenza, si farà più fatica a fare carriera e ad avere successo nel mondo del lavoro. Che grosso problema in un mondo basato sul lavoro.

Il cervello soffre

Inizialmente si credeva che il deterioramento del cervello dovuto al Multitasking fosse solo momentaneo, ma purtroppo si è scoperto che non è affatto così. Una ricerca svolta dall’Università del Sussex, nel Regno Unito, ci dice cosa succede al nostro cervello durante un’operazione di Multitasking. La risonanza magnetica fatta sul cervello di persone che passano molto tempo in attività di Multitasking hanno una densità minore nella corteccia cingolata anteriore, responsabile di attività quali empatia e controllo cognitivo ed emotivo. Anche se non esistono dati certi su un possibile effetto fisico sul cervello, di sicuro le attività del cervello sono ridotte notevolmente.

Il cervello si divide

Ovviamente questa divisione non è fisica, ma coinvolge l’attività del cervello. Ogni volta che prestiamo attenzione a come svolgere un solo compito si attiva la corteccia prefrontale, che si estende su tutti e due i lobi nella parte anteriore del cervello. Questa corteccia prefrontale aiuta a focalizzare la nostra attenzione su un obbiettivo e coordina la comunicazione con le altre aree cerebrali per terminare il compito assegnato. Quando bisogna svolgere una sola attività i due emisferi lavorano insieme. Quando invece svolgiamo attività di Multitasking il cervello, per così dire, si divide a metà, infatti ogni emisfero è addetto ad un compito. In effetti, quando svolgiamo attività di Multitasking è come se avessimo due cervelli che lavorano contemporaneamente e in modo assolutamente indipendente l’uno dall’altro. Ora vediamo nel dettaglio questa ricerca e le sue implicazioni nella nostra vita di tutti i giorni.

(le differenze tra Multitasking e non)

Ricerca INSERM

I due neuroscenziati Etienne Koechlin e Sylvain Charron dell’Institut National de la santé et de la Recherche Médicale (INSERM) di Parigi hanno svolto questa ricerca. Ai partecipanti, 16 uomini e 16 donne (con età compresa tra i 19 e i 32 anni) venne chiesto di svolgere due compiti nello stesso momento. L’attività del loro cervello era monitorata attraverso risonanza magnetica funzionale, e quando è stato chiesto di concentrarsi solo su uno dei compiti aumentava l’attività delle cellule nervose di un solo emisfero. Quando invece è stato chiesto loro di concentrarsi sull’altro compito è diventato più attivo il lato opposto. Questa è stata la prova finale che il cervello realmente si divide a metà durante il Multitasking e ciò non fa affatto bene a questo importante organo. Ad un certo punto gli scienziati hanno chiesto loro di svolgere un terzo compito ciò che si è scoperto è davvero interessante. In effetti è stato scoperto che gli individui non riuscivano a svolgere più di due attività contemporaneamente. Ciò è facilmente riconducibile al fatto che abbiamo solo due lobi e quindi non possiamo svolgere più di due compiti allo stesso tempo.

Tirando le somme

Miei cari lettori oggi abbiamo parlato di un argomento che riguarda ognuno di noi, dopotutto a tutti è capitato di guardare la TV mentre rispondevamo ad un SMS. Il reale problema del Multitasking è che in troppi lo praticano. Nessuno si rende conto dei reali effetti che questa attività ha sul nostro cervello. Il cervello serve a tutti e dovremmo cercare di renderlo il più integro possibile. Nel prossimo articolo finiremo di parlare degli effetti nocivi del Multitasking (clicca qui per aprire l’articolo)

FONTE –> https://www.sviluppopersonalescientifico.com/multitasking/

La musica classica aiuta la mente

Che bella notizia per gli amanti di Mozart e Beethoven, infatti la musica classica aiuta la concentrazione e lo sviluppo delle aree del cervello che implementano la memoria. Una cosa già risaputa ma ora provata anche dalla scienza. Entriamo nel merito dell’argomento e vediamo quali effetti ha su di noi la musica classica.

Antidolorifica

Eh già miei cari lettori, è stato scoperto che ascoltare musica classica mentre si prova dolore aiuta a sopportarlo. Secondo diversi studi, la musicoterapia aiuta ad alleviare tensione e ansia, riducendo notevolmente l’uso di antidolorifici. Questi medicinali possono portane grandi controindicazioni, specialmente in coloro che soffrono di ipertensione.

Antistress

Come già accennato prima, la musica classica aiuta ad alleviare lo stress. Questo lo si può spiegare perché la musica classica diminuisce la quantità prodotta di cortisolo. Questo ormone viene prodotto in situazioni stressanti dalle ghiandole surrenali, provocando nell’individuo stanchezza, gastrite e in alcuni casi anche la depressione.

Relax

Chi dice che la musica classica non rilassa sta mentendo. infatti è risaputo che la musica classica viene utilizzata per addormentarsi, soprattutto nei neonati. Questo tipo di musica aiuta a calmare e tranquillizzare il bambino, trasmettendo al piccolo un senso di sicurezza. In più, questa tipologia di musica, viene usata dalle donne in gravidanza per stabilire un legame ancora più forte e più speciale col proprio bambino.

Ipotensiva

Una stupenda notizia per coloro che soffrono di ipertensione. Ovviamente la musica classica non ha la stessa funzione di una pillola per la pressione, ma ha uno scopo altrettanto utile. La musica classica, infatti, permette di diminuire il battito cardiaco. Questo avviene soprattutto se il brano che si ascolta è di Mozart o di Strauss.

Produttività

Come è già risaputo, la musica classica stimola la produttività, l’intelligenza e la creatività. L’impiego del giusto ritmo nelle nostre attività consente di essere più produttivi e di svolgerle nel miglior modo possibile. Inoltre la musica classica è usata dagli studenti per concentrarsi sullo studio mentre fanno i compiti. Una particolarità della musica classica è che, a causa delle sue proprietà benefiche, viene usata per coloro che sono stati colpiti da un ictus per permettergli di avere un percorso riabilitativo più agevole.

Aiuta coloro che stanno facendo una dieta

Difficile da credere ma è proprio così, infatti coloro che ascoltano musica classica mentre mangiano imparano a godersi ogni boccone di cibo senza ingozzarsi. Di solito coloro che fanno le diete fanno fatica a mangiare lentamente ma con questo rimedio ognuno è in grado di seguire una dieta.

Tirando le somme

Non c’è molto altro da dire se non che la musica classica aiuta nella concentrazione, stimola l’intelligenza e rilassa le persone che la ascoltano. Vorrei chiudere questo articolo con una citazione.

La vita senza musica non è vita.

(Friedrich Nietzsche)

FONTE –>https://nonsolocultura.studenti.it/5-benefici-della-musica-classica-455055.html

Nintendo Switch Lite sta arrivando

Eh già, la Nintendo ha annunciato la sua nuova console, che altro non è che la versione Lite della Nintendo Switch, uscita nel 2017. Entriamo più nel dettaglio guardando caratteristiche, prezzo, data di uscita e le differenze tra questa console e il suo predecessore.

Caratteristiche e specifiche

  • Dimensioni 91.1mm x 208mm x 13.9mm (Nota: 28,4 mm nel punto più spesso)
  • Peso Circa 275 g
  • Dislay Touchscreen capacitivo da 5,5 pollici con tecnologia LCD e risoluzione 1280 x 720 pixel
  • SoC NVIDIA Tegra
  • Memoria di sistema 32 GB (6,2 GB dello spazio a disposizione sono riservati ai dati del sistema operativo) con Slot scheda microSD (compatibile con schede di memoria microSD, microSDHC e microSDXC)
  • Connettività WiFi a/b/g/n/ac,  Bluetooth 4.1, NFC
  • Altoparlanti Stereo
  • Batteria da 3570 mAh (che conferisce dalle 3 alle 7 ore di autonomia) con ricarica via USB Type-C Qui sotto troverete delle foto della console e della distribuzione dei tasti.

Prezzo e data di uscita

Negli USA la Nintendo Switch Lite sarà disponibile dal 20 settembre 2019 al costo di 199 dollari, storia diversa per l’Italia. Purtroppo nel nostro paese, Nintendo Italia non ha ancora detto il costo che questa console avrà, ma uno spoiler lo abbiamo ottenuto dal Gamestop, che lo ha messo in prevendita al costo di 219,99 €, mentre per la versione Zacian & Zamazenta (un’esclusiva per gli amanti Pokemon) il prezzo aumenterà di 10 €.

Differenze tra le due console

Sorvolando la questione del prezzo (che nella versione standard è di 329 € in Italia), tra le due console ci sono non poche differenze. Una delle più sostanziali è che i joy – con non sono estraibili ma sono intrinsechi nella scocca, cosa che rende questa console particolarmente più resistente e compatta della prima. Questa differenza porta ancora un’altra incongruenza tra le due Nintendo, infatti, non avendo i joy – con estraibili, la Nintendo Switch Lite non si potrà collegare alla TV. D’altra parte i videogiochi della Switch tradizionale saranno compatibili con questa nuova console, anche se con delle restrizioni. Inoltre la Nintendo Switch Lite è disponibile in tre diversi colori: turchese, giallo e grigio, oltre alla nuova versione Zacian & Zamazenta.

La nuova versione Zacian & Zamazenta

Beh che dire, questa nuova console farà un’ottima riuscita nel mondo del commercio o sarà un flop? Solo il tempo ce lo dirà, nel frattempo non resta altro da fare che provarla e confrontarla con la Switch standard.

FONTE –> https://www.tuttotech.net/console-videogames/nintendo-switch-lite-specifiche-disponibilita-prezzo.html

I benefici dell’avere animali domestici

Miei cari lettori, avete letto bene. I nostri piccoli amici a quattro zampe portano delle vere e proprie note positive nella nostra vita di tutti i giorni, non solo con il loro affetto, ma anche in altri modi. Vediamo più nel dettaglio quali sono questi benefici che i nostri animali domestici portano nelle nostre vite.

Meno allergie per i bambini

A sostenere questa affermazione è una ricerca del Department of Public Healt Sciences dell’Henry Ford Hospital di Detroit. Stando a quanto emerso da questa ricerca, i bambini rafforzano il loro sistema immunitario verso i soliti virus e batteri e per quanto riguarda le più comuni forme di allergia. Incredibile quanto questi esserini riescano a farci stare meglio non solo emotivamente ma anche sotto l’aspetto salutare della nostra vita.

Meno stress per tutti

Ora i benefici dei nostri piccoli amici pelosi li vedono tutti i membri della famiglia. Secondo uno studio di un’università di Buffalo, gli eventi stressanti della nostra vita (che come sappiamo tutti, sono tantissimi) vengono affrontati meglio quando accanto a noi ci sono piccoli amici pronti a sostenerci con uno sguardo tenero, con delle fusa o con delle scodinzolate energiche. Questi sono solo alcuni esempi di come gli animali possono renderci felici. Pensiamo all’ultima volta in cui il nostro cane è venuto vicino a noi con le orecchie basse, si è avvicinato di soppiatto e ci ha leccato tutta la faccia per dirci che ci vuole bene e che ci tiene a noi. Oppure pensiamo al nostro gatto quando ci viene vicino, fa le fusa, si stende sulle nostre gambe e vuole essere accarezzato per farci dimenticare tutti i nostri pensieri. Non siete d’accordo con me sul fatto che gli animali riescono in tutti i modi a farci dimenticare dei nostri problemi?

Niente più diete, ora ci sono i nostri cuccioli

In poche parole è proprio così, gli animali domestici saranno la rovina dei dietologi. Pensate a tutte le volte in cui cercavate di riposarvi sul divano dopo pranzo ma magicamente il vostro cane iniziava ad abbaiare e iniziava a grattare la porta perché aveva bisogno di essere portato fuori (giustamente anche loro hanno le loro necessità). Ecco, questo è il motivo per cui i padroni di animali domestici sono mediamente più magri di chi non si sogna nemmeno di avere un canarino per animale domestico. I padroni devono stare attenti alle necessità dei loro animaletti e per questo devono provvedere a qualsiasi loro richiesta, anche se controvoglia. Questo indica che i padroni dovranno portare il cane fuori a fare i suoi bisognini o per fare una passeggiata.

Conversazioni reali, più o meno

Pensateci un attimo, i nostri amati amici a quattro zampe riescono sempre a farci capire quello che vogliono, anche se non parlano la nostra lingua. Con loro dobbiamo per forza comunicare con il corpo, con la voce, con lo sguardo e con delle parole, metodo di conversare che a causa della tecnologia si sta perdendo. Ecco, ora abbiamo un motivo in più per parlare dal vivo con i nostri amici, tanto già lo facciamo con i nostri amici pelosi. E quest’ultima caratteristica ci porta inevitabilmente al prossimo punto.

Miglioramento della nostra condizione sociale

Eh già, che ci crediate o no, avere un animale domestico, oltre ad essere piacevole e salutare, può addirittura farci salire di popolarità. Pensate al classico cliché dei film in cui un ragazzo inizia a fare conversazione con una ragazza carina solo a causa del cane. Questo è un banale esempio di come gli animali ci avvicinino agli altri. Dopotutto portare il cane al parco a giocare è un occasione utile anche per noi, impariamo a socializzare con gli altri, forse proprio a causa del bel cagnolino di qualcun’altro, e quello potrebbe essere il trampolino di lancio per una bella conversazione su una base comune, e forse anche qualcosa di più.

I migliori amici dell’uomo sotto ogni punto di vista

I nostri amorevoli amici sono i migliori sotto ogni punto di vista, non è vero? Portano benessere sotto il profilo medico, mentale, fisico e con le relazioni interpersonali. Incredibile quanto i nostri cuccioli siano mitici, ma una cosa ancor più bella è che loro fanno tutto questo solo in cambio dell’amore e dell’affetto da parte nostra. Bisogna tenere con gran cura queste meravigliose creature, dopotutto loro non ci chiederanno nulla in cambio se non una carezza o una palla con cui giocare. Trattiamo bene i nostri amici animali e facciamoli stare bene perché se stanno bene loro di conseguenza staremo bene anche noi.

FONTE –> https://amp.tgcom24.mediaset.it/articolo/821/2139821.html

Leggere allunga la vita, lo dice Yale

Ebbene sì cari lettori, è emerso da un recente studio della Scuola di Pubblica Salute dell’Università di Yale che leggere allunga la vita di ben due anni. Incredibile ma vero, nonostante le varie ricerche fatte in questo campo, solo ora si arriva alla conclusione che leggere faccia addirittura più bene di quanto ci si aspettasse, ma entriamo nel merito di questa ricerca.

La ricerca dura ben 12 anni

Proprio come dice il sottotitolo, questa importante ricerca è durata per ben 12 anni, e si conclude solo nel recente 2016. La ricerca ha utilizzato ben 3635 persone per questo studio. I partecipanti a questo studio avevano ricchezza, sesso, istruzione, salute ed età differenti. La ricerca ha permesso agli scienziati di scoprire che chi legge LIBRI per una media di 3 ore e mezza alla settimana ha il 17% di probabilità in meno di morire di chi apre un libro se non per sfogliarlo, mentre coloro che superano la soglia delle 3 ore e mezza settimanali ha addirittura il 23% di probabilità in meno di morire. In più, una particolarità di questo studio è che la sedentarietà legata a questo tipo di hobby non danneggia la salute ma la salvaguarda dai possibili pericoli che sono all’esterno della propria casa.

I benefici della lettura

Riassumendo in poche parole ciò che è stato detto in questo articolo, si potrebbe dire che leggere non solo fa bene al cervello, in quanto stimola la mente prevenendo o rallentando malattie come Alzheimer e demenza senile, ma aumenta notevolmente la durata di vita media di un individuo. Ovviamente, come detto dalla professoressa di epidemiologia di Yale, Becca R. Levy, “leggere per 30 minuti al giorno aiuta a salvaguardare e ad aumentare le speranze di vita di un individuo in confronto ad un altro che non legge”. In sostanza, leggere fa bene e ora anche Yale lo dimostra e questo ci porta ad un altro importante quesito: “quale sarà il prossimo libro che acquisteremo per dimostrare a Yale che vogliamo tanto questi due di vita in più?”